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La storia di Zeman

L’allenatore Boemo che ha reso grande il Pescara

La promozione con il Pescara è solo un altro traguardo raggiunto da Zeman, uno degli allenatori più apprezzati nel panorama calcistico. La carriera da professionista iniziò con la guida del Licata, ma è a Foggia che Zeman si fa conoscere. Grazie al lavoro del tecnico, la squadra pugliese si piazza a metà classifica per ben tre anni consecutivi passando alla storia come il “Foggia dei miracoli” che incantò per il suo modo di giocare strettamente offensivo e che lanciò tre giocatori come Rambaudi, Signori e Baiano.

L’altra esperienza positiva di Zeman è alla Lazio, dove però non riuscì a vincere nulla, ma nuovamente stregò tutti con il suo 4-3-3 offensivo e dove ottenne sonore vittorie con le squadre di prima fascia. Una delle note più positive di questa sua avventura biancoceleste è stato il lancio di un certo Pavel Nedved nel 1996, ragazzino che il boemo volle fortemente dopo che lo vide giocare all’Europeo con la Repubblica Ceca. Successivamente passa ai “cugini” romanisti dove però viene rimpiazzato dopo due anni da Fabio Capello.

Nel 2004 torna in Italia e disputa un buon campionato con il Lecce dei vari Vucinic, Bojinov e Konan. I giallorossi si salvano pur avendo la peggior difesa del torneo (evento mai accaduto prima), ma con il secondo miglior attacco. Dopo brevi esperienze in Italia e all’estero (Brescia, Foggia e Stella Rossa), il tecnico firma per la stagione 2011-2012 un contratto con il Pescara in Serie B. Sin dalle prime battute, la squadra di Zeman riscuote molti apprezzamenti e tanti sono stati i paragoni con il “Foggia dei miracoli”.

Zeman PescaraNell’ultima stagione Zeman è riuscito a esprimere al meglio il suo credo tattico: il “cavallo di battagliadel boemo è il 4-3-3 con i tre attaccanti che fanno continuo movimento e che vengono serviti puntualmente dal centrocampista centrale che dev’essere bravo sia come regista che a inserirsi, partecipando così alle azioni offensive insieme agli altri due centrocampisti, i quali sempre devono dare una mano agli attaccanti. Le due mezze punte devono agire intorno al terminale offensivo e non dare punti di riferimento ai difensori avversari, spaziando per la trequarti e tagliando alle spalle dei difensori. Grazie a questo modulo, a Pescara sono esplosi talenti come Ciro Immobile (classe 1990 e autore di ben 28 gol nella sua prima stagione professionistica), Lorenzo Insigne (giocatore di proprietà del Napoli e da molti considerato il nuovo numero “dieci” del calcio italiano) e Marco Verratti (classe 1992, già convocato in nazionale da Prandelli e che ha già ricevuto l’etichetta del “nuovo Pirlo”).

Dove allenerà Zeman il prossimo anno nessuno lo sa, ma il suo ritorno in serie A è stato accolto da tutti con tanto piacere (juventini a parte).